Racchette da Tennis: Come Sceglierne Una

Peso, bilanciamento, ovale, schema corde: come scegliere la racchetta giusta.

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Come scegliere la racchetta in base al livello e allo stile di gioco

La scelta cambia molto tra principiante, giocatore intermedio e tennista esperto. Una racchetta non “giusta per tutti” non esiste: conta il gesto tecnico, la frequenza di gioco e il tipo di colpo che si cerca. Chi inizia ha bisogno di un attrezzo tollerante, capace di aiutare su impatti decentrati e scambi non ancora puliti.

Per un principiante, il telaio ideale ha spesso un piatto corde tra 100 e 105 pollici, peso contenuto e bilanciamento che favorisca maneggevolezza. Un giocatore intermedio, invece, può orientarsi verso un compromesso tra spinta e controllo. Chi ha tecnica avanzata tende a preferire telai più stabili, con peso maggiore e risposta più precisa.

  1. Principianti: meglio comfort, facilità di uscita di palla e sweet spot ampio.
  2. Intermedi: utile cercare equilibrio tra rotazioni, controllo e velocità di braccio.
  3. Avanzati: priorità a stabilità, sensibilità all’impatto e personalizzazione.

Anche lo stile incide molto. Chi gioca da fondo con topspin può gradire schemi corde più aperti, mentre chi ama il colpo piatto e la precisione trova spesso beneficio in telai più controllosi. Lo si vede bene anche nel tennis italiano di alto livello: agli Internazionali d’Italia di Roma emergono differenze nette tra chi costruisce il punto con ritmo e rotazione e chi cerca anticipo e pulizia. La racchetta deve accompagnare il gioco, non forzarlo.

Le caratteristiche tecniche che fanno davvero la differenza

Quando si legge una scheda tecnica, i dati da osservare sono pochi ma decisivi. Il primo è il peso: una racchetta più leggera aiuta la maneggevolezza, una più pesante offre in genere maggiore stabilità all’impatto. Poi c’è il bilanciamento, che influenza la sensazione in mano e la rapidità nei movimenti.

Il piatto corde incide su tolleranza e precisione. Misure più ampie facilitano il gioco, misure più compatte premiano il controllo. Anche lo schema corde, per esempio 16x19 o 18x20, modifica la resa: il primo tende a favorire spin e uscita di palla, il secondo una traiettoria più regolare e controllata.

  • Rigidità del telaio: più potenza percepita, ma meno comfort se il braccio è sensibile.
  • Lunghezza standard: quasi sempre la scelta più equilibrata per la maggior parte dei giocatori.
  • Profilo del telaio: profili più spessi spingono di più, quelli sottili offrono feeling più classico.

Un dato utile: nel tennis professionistico maschile la velocità media del diritto supera spesso i 120 km/h negli scambi offensivi, ma per un amatore la priorità non è imitare quei numeri. Conta trovare un attrezzo che permetta di colpire bene per due ore senza affaticare spalla, gomito e polso. La scheda tecnica va sempre letta insieme alle sensazioni reali in campo.

Corde, tensione e prova in campo: gli errori più frequenti da evitare

Molti scelgono il telaio e trascurano corde e tensione. È un errore comune. La stessa racchetta può cambiare parecchio in base all’incordatura. Un monofilamento offre spesso più controllo e rotazioni, mentre un multifilamento regala comfort e facilità di gioco, aspetto molto apprezzato da chi gioca poche volte a settimana o ha avuto fastidi al braccio.

Anche la tensione modifica la risposta: più alta per avere maggiore controllo, più bassa per aiutare la spinta e rendere l’impatto meno secco. Non esiste un valore universale. Dipende dal telaio, dal livello tecnico e dalla sensibilità personale.

Errori frequenti nella scelta

  1. Comprare la racchetta del professionista preferito senza valutare il proprio livello.
  2. Scegliere un telaio troppo pesante pensando di ottenere automaticamente più qualità.
  3. Ignorare il manico: una misura sbagliata peggiora presa, comfort e fluidità del colpo.
  4. Non testare la racchetta prima dell’acquisto, se possibile.

Il test in campo resta il passaggio più utile. Bastano pochi game per capire se il telaio arriva bene sulla palla, se vibra troppo o se aiuta davvero nei recuperi. Lo stesso principio vale in ogni sport: come una bici va provata prima di affrontare una tappa del Giro d’Italia o una monoposto va cucita sul pilota prima del GP di Monza, anche la racchetta deve adattarsi alla persona. Non il contrario.

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Tommaso Brunelli

Tommaso Brunelli è statistico ed analista sportivo italiano. Laureato in Economia all'Università Bocconi di Milano con specializzazione in Sport Analytics, ha collaborato con federazioni e testate specializzate sull'analisi quantitativa delle prestazioni sportive.

Esperto di tennis (ATP e WTA), atletica leggera, nuoto e sport olimpici, applica metodi statistici allo studio delle carriere degli atleti italiani, alle dinamiche dei tornei e ai cicli storici delle nazionali. Ha contribuito a progetti di analisi dati per podcast e magazine sportivi indipendenti. In Hippogroup Cesenate Editoriale firma analisi su tennis italiano (Sinner, Berrettini, Errani), grandi tornei e sport olimpici azzurri.

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